sabato 24 settembre 2016

La Ola

Ieri sera sono rimasto incantato ad ascoltare Gigliola Cinquetti da Red Ronnie.
Una signora bellissima, di quasi settant'anni. Secondo me più bella adesso che da giovane.
E poi che voce incantevole, che padroneggia in tante lingue diverse.
Ha inciso da poco un album di inediti, e mi paiono tra le canzoni migliori che abbia mai cantato.

Lei ha sofferto in passato di testi che a distanza di tanti anni suonano oggettivamente un po' retorici. Però alcune di queste canzoni le ha interpretate con tanta forza che emozionano ancora.
La mia preferita è "Dio come ti amo".

Ma a stupirmi è stata la sua dignità che è riuscita a conservare nonostante i decenni trascorsi nello show-biz.
Un'artista davvero meravigliosa.

Cover di "Lady Jane"

La migliore traccia del disco (anche se la versione più bella è quella che ha fatto con piano solo da Ronnie)

domenica 11 settembre 2016

Il cantuccio della tranquillità

Ognuno di noi ha un film, un libro, una musica in cui rifugiarsi quando è possibile e quando se ne ha la voglia, per trovare due ore di relax, di campana protettiva nei confronti del mondo.
E, a dire il vero, spesso ce ne sono vari di codesti rifugi.

Film (o libri) di cui conosciamo battute su battute. E non sappiamo neanche spiegarci bene perché ci piaccia così tanto. In effetti, non deve essere necessariamente un capolavoro. Anzi, è da evitare. Meglio qualcosa di leggero, senza impegno, con fondamentale (conditio sine qua non) lieto fine.

In questo periodo (gli ultimi 6-7 anni, diciamo) ho investito di tale ruolo una pellicola americana: "Music and Lyrics" - nel nostro idioma "Scrivimi una canzone".
Perché?
Primo perché c'è quella gran faccia tosta di Hugh Grant, un attore-canaglia perfetto per questi ruoli romantici in quanto ci mette tanta ironia evitando l'effetto melassa.
Secondo perché c'è una bellissima canzone: "The way back into love".
Terzo perché la storia racconta di una pop-star degli anni '80, ormai finita al margine dello showbiz, costretta a comporre un brano di successo in pochi giorni. E quindi vediamo tutto il processo di creazione della canzone, cosa che a me piace sempre tanto. Perché mi fa venire voglia di scrivere.

That's all folks!

I meravigliosi titoli di testa

domenica 29 maggio 2016

The Ultimate Warrior

Ho visto ieri, con colpevole ritardo, "The Wrestler" di Darren Aronofski. Presentato a Venezia 8 anni fa si aggiudicò l'ambito Leone d'oro e rilanciò la carriera di Mickey Rourke (almeno per qualche tempo).

Alcuni mi avevano additato il film come un capolavoro. Mi sembra una definizione esagerata.
E' un buon film, ben costruito, ben interpretato e tutto centrato sulla figura dolente e perdente di un vecchio lottatore.

Sarebbe stato uno dei "tanti" film sulla lotta, se non avesse scelto il Wrestling come setting.
Per quelli della mia generazione, nati in Italia, il Wrestling era un appuntamento costante sui canali Fininvest attorno all'ora di pranzo.
Vedevamo esaltandoci dei giganti pieni di muscoli e mascherati come a Carnevale darsele di santa ragione sul ring.
All'epoca sembrava tutto vero con botte da orbi.

Diverso tempo dopo, invece, la favola di Babbo Natale finì. E scoprimmo che tutti quegli incontri erano in realtà delle storie, e quei lottatori degli attori in carne (tanta) e ossa. Puro e magnifico "Showbiz".
Questa rivelazione ha un po' macchiato la nostra memoria, ma ancora oggi - guardando i filmati d'annata su youtube - si vede quanto lavoro di qualità ci fosse dietro.
Ciò che non sapevamo, soprattutto noi pubblico del Vecchio Continente, era la parte malata di quel mondo. L'uso di steroidi, ormoni della crescita, antidolorifici, iniettati in quantità industriale nei corpi sempre più ammaccati e stravolti. La depressione che coglie gli attori dello spettacolo quando l'onore e la gloria si allontanano dalla ribalta.
Molte di quelle vite sono finite anzitempo proprio a causa del doping, o in situazioni tragiche.

Eppure gli applausi di "Ram The Jam" prima di un ridicolo combattimento "reboot" fanno capire che quei personaggi non erano solo maschere. Ironia della sorte, il lottatore a cui si ispira "Ram", ossia "Ultimate Warrior", morirà pochi anni dopo il film d'infarto. Il giorno successivo ad un ultimo discorso sul ring.
E allora quella scena finale, di cui non sappiamo l'esito (sicuramente il dolore, e gli applausi), assomiglia alla discesa dalle scale di Gloria Swanson in "Viale del Tramonto" prima di essere arrestata.

Come disse il grande Beckett: Fail again, fail better.



venerdì 27 maggio 2016

Quanto dura la memoria dell'homo sapiens?

Non più di tre anni a quanto pare.
L'Italia si sveglia entusiasta per il rientro in patria dei due Marò.
Il 2 Giugno saranno con noi, sentenzia il Premier.

Ma codesti bravi italiani, non hanno ammazzato due pescatori? Per sbaglio, oltretutto?

venerdì 13 maggio 2016

Discorso alla nazione (cioè ai miei bimbi)

Pracatinat, 12 Maggio 2016.

"Siete arrivati alla fine di un lungo viaggio. Io vi ho accompagnato soltanto negli ultimi chilometri, e qualcuno di voi ancora fatica a chiamarmi 'maestro'. Ma ci tenevo lo stesso a lasciarvi questo piccolo ricordo. Non considerate queste parole come un consiglio, o un suggerimento, non mi permetterei.
La scuola media è alle porte e sarà per voi un passo gigantesco e fondamentale.  Dentro di voi si agitano delle forze e delle energie impressionanti e che spingono tutte verso una direzione: volete diventare grandi il prima possibile e fare le cose da grandi il prima possibile. E questa valanga è inarrestabile.
Né vi chiederei di fermarla.
Però sappiate che questi cinque anni sono stati per voi la più bella forma di società che conoscerete nella vita. Venticinque persone, tutte diverse, hanno imparato a rispettarsi, a volersi bene, a convivere tutti i giorni, per otto ore al giorno. Nonostante le litigate, i bisticci, i dolori che pure vi siete dati l'un l'altra.
In questi cinque anni non avete cominciato guerre, non avete ucciso nessuno, non avete rubato, non avete fregato il prossimo, ingannandolo. Fuori, il mondo non è così. E se pure alcuni giorni sono stati grigi, tristi, e vi hanno reso infelici o arrabbiati, non è niente in confronto a ciò che vi aspetta.
Voi vi siete voluti bene spontaneamente e senza interesse. Vi siete presi cura aiutandovi.
Uno scrittore che ho amato molto dedicò una volta un suo libro al bambino che era rimasto dentro noi adulti. Io vorrei andare oltre. Non voglio che rimaniate bambini. E spero che questi cinque anni non siano per voi i più belli della vostra vita, ma che ne possiate viverne di più intensi e lieti.
Ma mi auguro che non dimentichiate mai che siete stati delle persone uniche e meravigliose durante questi cinque anni, e come siete riusciti a stare assieme in modo straordinario".


sabato 30 aprile 2016

Free

Dopo 8 anni, ho chiuso il mio account su Facebook.
Sembrava impossibile, smarcarsi dalla nostra droga quotidiana.
E già solo per questo, sono contento.
Alcuni amici mi hanno chiesto: "E adesso? Come ci sentiremo?".

Il problema di Facebook sulle relazioni amicali è che dà l'impressione di un costante aggiornamento. In realtà ci nascondiamo quasi tutto, perché su Facebook noi pubblichiamo ciò che pensiamo possa gradire gli altri. Accontentarli. Accattivarli.
E' il trionfo dell'ipocrisia da social network.
Oppure, come nel mio caso, lasciamo traspirare solo il minimo necessario.

Vedere foto continue degli amici, mentre sono a tavola, sono col bambino, sono in vacanza, ci dà forse il metro di come stiano davvero? Ci aiuta a capire chi siano diventati, dopo anni e anni di lontananza?
Io non credo.

Una telefonata di mezzora vale un anno su Facebook. Questo ho risposto agli amici. Ed è vero.
Se in un'amicizia l'interazione resta ferma a dei like o dislike finirà inevitabilmente per depauperarsi. E gli amici finiranno allo stesso livello dei conoscenti.

Accederanno alle stesse informazioni (o scarne o false) e si stabilizzeranno sulla stessa onda mediocre di frequenza.

Per non parlare poi della quantità di palta che gira per questo social, all'interno della quale vedevo sguazzare o annegare persone che reputavi senzienti e in grado di difendersi.
A me stava cominciando a far male. E forse ha rincretinito anche a me.

Certamente, adesso, avrò più tempo libero. Per scrivere cose più sane.

Come segno della ripartenza, ho messo un nuovo avatar. Spero vi piaccia.

Che la forza sia con voi.

domenica 17 gennaio 2016

Still Alive!

Addio Duca Bianco!

We passed upon a stair, we spoke of was and then
Altough I wasn't there he said I was his friend...

Questa è una delle più belle canzoni di Bowie assieme a "Rock'n'roll suicide".
Testo poetico/ermetico, accordi semplici ma perfetti, arrangiamento "psichedelico".
Oggi l'ho ascoltata per ore, e ho provato a registrarne una versione mia. La posterò a breve.
Stay tuned.

domenica 23 novembre 2014

ethan07@supereva.it

La mia seconda, storica, casella email chiude domani.
E' stata l'occasione per riandare indietro di tanti anni, leggere le mie parole di allora, i miei pensieri, i miei sentimenti verso determinate persone. 

Spinto sulle ali della memoria, ho riaperto i vecchi diari, quelli scritti "solo per me" (anche se io non scrivo MAI solo per me).
Quanti mondi dimenticati sono riapparsi! E' incredibile, l'onda emotiva è stata tracimante, sono rimasto fino alle 4 del mattino a rileggere.

Mi domandavo: è giusto far riaffiorare ciò che il tempo ha condannato all'oblio?
Rileggendo certe parti, sentivo il bisogno di ricontattare quella persona o quell'amico. Perché la nostra parentesi comune era rimasta aperta.
Ed è quello che di solito facevo. Risbucare anni dopo nella vita dei conoscenti, sorprenderli e poi sparire di nuovo.
Ma stavolta non credo accadrà. Il motivo è semplice.
Io vorrei riparlare alla ragazza di dieci anni fa. Al cugino di cinque anni fa. E loro, in qualche modo, esistono soltanto tra le mie pagine.

Avete presente il terribile e geniale finale di "It"?

domenica 10 agosto 2014

Sotto il solleone

Sono quattro anni che non vado in vacanza, l'ultima (raccontata nella precedente versione di questo blog) risale al Luglio 2009 in Cina per vedere l'eclissi solare. L'anno seguente andai in Inghilterra per due settimane, ma a lavorare come tutor per le vacanze-studio dell'Inpdap.
Da allora, praticamente il nulla. Si sono susseguiti alcuni giorni al mare e basta.

Quest'anno speravo andasse meglio, visto che finalmente l'Università è finita, e mi sono laureato.
Pensavo che la mia seconda laurea sarebbe stata un evento di grande letizia, invece è giunto al termine di un viaggio quantomai scomodo e stressante.
Non avevo preventivato di dover ricominciare gli studi per lavorare.
Invece è andata così. Dal 19 Giugno, sono diventato maestro elementare. Ma questo non ha significato un aumento delle entrate, anzi, adesso - essendomi di nuovo trasferito - ho perso il lavoro di prima (ossia le ripetizioni e il dopo-scuola), e pertanto non mi pare una grande idea sperperare soldi in un momento così delicato.

A Settembre inizierà il valzer delle chiamate pubbliche, andrò insieme ad altre persone in giro per le segreterie sperando che le centinaia di maestre davanti a me in graduatoria non accettino.
Il che, considerata la situazione di emergenza e di crisi, è alquanto improbabile.
Più facile che vada a fare delle supplenze "brevi" di una-due settimane, zompando di scuola in scuola come la palommella.
Una sorta di "maestro-condotto".
Credo che parlerò molto di educazione, e di scuola. Almeno lo spero.
Intanto volevo solo scrivere che ci sono ancora, resisto. E provo a contrattaccare.

domenica 4 maggio 2014

Età adulta [1]

Una delle conquiste dell'età adulta è il riuscire a riconoscere lo straordinario nell'ordinarietà, nelle "piccole cose della vita", i gesti quotidiani, la routine, i minimi rituali ripetuti.
Ma questo talvolta accade perché riconoscere lo straordinario nello straordinario diventa sempre più difficile.